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Mariapoli Celeste - i focolarini
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Valter Baldassarre

Profili e notizie


Profilo di Walter Baldassarre


Centro Mariapoli di Castelgandolfo
settembre 2012


Per dire qualcosa di Walter ci vorrebbe un libro intero, tanto ricca di esperienze ed avventurosa è stata la sua vita.

E’ nato ad Imperia nel 1926. Il papà era un ufficiale dell’esercito e veniva spesso inviato in altre città, per cui Walter già quando aveva solo 40 giorni con la famiglia si è trasferito prima a Parma, poi a Siena, ad Ancona, e infine ad Ascoli, dove, qualche anno più tardi avrebbe fatto conoscere l’Ideale a tante persone.

Di carattere vivace e di idee anarchiche ed antifasciste partecipò alla lotta partigiana in vari luoghi d’Italia e più di una volta è riuscito a salvarsi da attentati o dalla prigionia. Finita la guerra, tornato ad Ascoli, aveva idea di farsi una famiglia, ma anche la ragazza con cui sognava di realizzare questo sogno l’aveva lasciato. Nonostante queste delusioni e l’irrequietezza del suo carattere, Walter si rendeva conto sempre più di un filo d’oro che legava la sua vita. Scrive lui stesso:

Tutto mi sfuggiva di mano, mi crollava, non riuscendo a raggiungere i programmi che mi prefiggevo, per cui perdevo la pace. Subito mi tuffavo in un’altra esperienza per cancellare quella di prima, con ostinatezza. Ma Dio mi prese per il mio verso. Per Lui non è questione di tempo, Lui sa attendere.

Deluso da tante esperienze cominciò a sfogliare un Vangelo che trovò in casa e vi aveva trovato quel germe di verità che nell’anarchia lo attirava, sia pure espresso in modo confuso, distorto, violento.

Si laureò in medicina a Roma e sorse in lui il desiderio di fare il medico missionario. Per questo studiò la lingua cinese e tibetana pensando di poter aiutare quelle popolazioni.

Ma nel 1950 conobbe un collega di corso che ammirava particolarmente e Walter cominciò a parlargli dei suoi progetti. Questo collega era Enzo Fondi, uno dei primi focolarini di Roma. Insomma, Walter pensava di convincere Enzo ad andare con lui in Tibet, ma finì che con la scusa di un libro in prestito Walter si trovò a bussare alla porta dell’abitazione di Enzo. Era il primo focolare maschile di Roma, a piazza Lecce. Per Walter non ci furono più missioni da fare in giro per il mondo. Ritrovò subito quell’unità interiore e con i fratelli cui inconsciamente aveva sempre aspirato. Ne fu così entusiasta che poco dopo chiese di entrare in focolare.

Durante una permanenza a Tonadico, nelle Dolomiti, Chiara chiese a Foco di dare un nome nuove a Walter e Foco disse: “Chiarito”. Scrisse Walter in quell’occasione: “E’ sul carisma di Chiara, a lei affidato, che avrei dovuto puntare la mia anima”. Chiara gli ha dato la parola di vita “Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48).

Gli anni successivi videro Walter impegnato in diversi focolari italiani, a Trento, a Firenze, a Loppiano e a Pescara. Anni intensi e vissuti sempre in piena unità con Chiara con cui Walter ha intrattenuto una copiosa corrispondenza.

Dopo anni di vita in focolare ha sentito che il disegno di Dio su di lui si realizzava nella famiglia e nel dicembre 1970 si è sposato con Maria Luisa. E’ sempre rimasto legato ai focolari di Roma e ultimamente dei Castelli. Negli ultimi anni Walter faceva parte del focolare di Villa Emilio.

Io ho conosciuto Walter nel 1987 e da allora sono in focolare con lui. Posso testimoniare l’incessante lavoro che Dio ha fatto nella sua anima. Dopo anni di attività e di apostolato non è mancata la prova. Nell’aprile 1997 Walter scrive a Chiara: “Fisicamente non sto bene, spiritualmente passo un momento di notte. Non posso fare nulla di concreto per l’Opera, eccetto che offrire tutto di me. Vedo importanti l’attimo presente e la volontà di Dio, anche quando mi mancano la pace e la luce”. E Chiara gli ha risposto: “Quello che stai passando, Walter, è un momento molto importante della via Mariae e il tuo dolore offerto è un grande contributo per l’Opera. Vai avanti perciò con fiducia nell’amore di Dio e cerca, per quanto ti è possibile, di vivere per chi ti passa accanto”.

Personalmente Walter mi ha donato tanto. Ho sempre ammirato in lui la sua grande umiltà. A volte poteva sembrare in contraddizione con il suo carattere così deciso, sicuro, ma in fondo si notava una docilità alla volontà di Dio unica. E poi posso dire che l’Eterno Padre ha lavorato Walter per prepararlo all’incontro con lui anche attraverso i malanni dell’età, perché man mano che andava avanti negli anni, si vedeva che la sua anima si affinava. Per esempio negli ultimi mesi Walter non poteva più venire in focolare, però quando io o qualcun altro dei focolarini andavamo a trovarlo avevamo sempre la sensazione, entrando in casa sua, di
entrare in focolare, di avvertire la stessa presenza di Gesù, la stessa “famiglia”; io mi sentivo a casa da lui, sia naturalmente, sia soprannaturalmente. E poi lo trovavamo sempre più proiettato fuori di lui, preoccupato di ogni focolarino del focolare, chiedeva notizie, pregava, offriva.

Lunedì mattina alle 6,30 sono passato in ospedale per vedere come stava. L’ho trovato meglio della sera precedente. Ci siamo salutati con affetto e le ultime parole che mi ha detto sono state: “Teniamo Gesù in mezzo, saluta tutti i popi”.

Ci sarebbe molto da dire sull’amore di Walter per Maria. Concludo solo leggendo l’ultima pagina che lui ha scritto come aggiunta ad una sua storia che aveva scritto vent’anni prima. Penso che questa pagina parli da sola.

Giugno 2002. Ho quasi 76 anni. In questi giorni ho ritoccato la mia storia, scritta a metà degli anni ’80. Tante realtà sono passate e mi confermano che Maria mi ha preso in parola, dopo averla pregata così il 15 ottobre 1969:

Maria,
fa’ che io occupi sempre un posto
nell’Opera e nella Chiesa che non è il mio,
ma l’ultimo. Non darmi cariche.
Ti chiedo però tutto nel Paradiso,
lì, al centro di quell’Anima.
Allora, affare fatto? Va bene?
Non mi importa di ciò che penseranno di me,
anzi ogni disistima è preziosa
per avere poi il primato dell’amore e nel servizio.
Oggi farò tanti atti d’amore:
Gesù e Maria, mio focolare,
solo col vostro aiuto potrò amare!
Ora posso dire che Maria mi ha preso proprio per mano.


Gianmario

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