Virgilio Mastrosanti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Virgilio Mastrosanti

2017


Virgilio Mastrosanti


"Solo in Dio riposa l'anima mia" (Sal 62,2)

11 ottobre 1924   -  Roma, 8 gennaio 2017

Rocca di Papa, 12 gennaio 2017
Carissimi e carissime,

Virgilio Mastrosanti, focolarino sposato di Roma, il 7 gennaio ha raggiunto la casa del Padre, sostenuto dalla costante presenza di Gesù in mezzo con Lidia e i figli, tra cui Paola in focolare a Roma. Raccontano che per Virgilio nell’ultimo periodo era sempre più difficile esprimersi in modo chiaro, ma che è riuscito fino all’ultimo a pronunciare distintamente: “Ho un solo Sposo sulla terra”.

Nato nel 1925, un giorno del ‘49 è stato invitato da un sacerdote della sua parrocchia a trascorrere un periodo di vacanza in Trentino presso alcuni amici. E’ avvenuto lì il primo incontro con il Movimento dei Focolari, che ha dato l’impronta a tutta la sua vita.

Scriveva nel ‘95: “Ti voglio dire tanto semplicemente, Chiara, che mai è cessato l’incanto che ho provato nel mio primo incontro e oggi, che sono anziano, mi scopro sempre innamorato del nostro Unico Bene”. E ancora nel 2000: “L’esplosione di grazia di quel lontano ’49, io ero lì provvidenzialmente presente verso la fine di quel luglio, è stato anche per me la fonte di innumerevoli grazie”.

Virgilio mantiene con Chiara una corrispondenza filiale. Nel ’72, a conferma della sua scelta senza riserve di Gesù Abbandonato, riceve da lei come Parola di Vita: “Solo in Dio riposa l’anima mia”(Sal 62,2). E rinnovando ufficialmente il suo Sì totale e incondizionato di focolarino sposato nell’Opera di Maria, le confida di aver detto a Gesù: “Spendi la mia vita come Tu vuoi”.

I coniugi Mastrosanti, con alcuni altri focolarini sposati, sono stati fondatori del Movimento Famiglie Nuove a Roma già dalla fine degli anni sessanta. Attraverso il loro amore delicato e concreto hanno trasmesso l’Ideale dell’unità a tante famiglie accompagnandole poi per anni nel loro cammino con innumerevoli frutti.

Scrive una di queste famiglie: “Nel marzo ‘73, dopo qualche giorno che io e mia moglie avevamo conosciuto il Movimento, Virgilio e Lidia vennero a trovarci a casa e ci parlarono del focolare e della realtà dei focolarini sposati, facendocene innamorare a prima vista e facendoci avvertire chiaramente di essere chiamati proprio a quella via. Ascoltando le mie canzoni, Virgilio commentò come una profezia che ne avrei composte molte anche per l’Ideale... così quando ci vedevamo, ogni volta puntualmente me lo ricordava”.

Colpiva sempre il suo profondo rapporto con Lidia, a cui si rivolgeva con grande fiducia. E questo amore tra loro ha coinvolto figli e parenti che non hanno fatto mancare altrettanto calore. La casa di Virgilio e Lidia era meta delle frequenti irruzioni di figli e nipoti, affezionatissimi ai nonni con cui si confidavano. Avveniva uno scambio di conoscenze e di aspirazioni tra generazioni, che si può capire perché Lidia e Virgilio conservavano la capacità di stupirsi, segno infallibile di giovinezza interiore.

Quando le condizioni di salute di Virgilio sono divenute precarie, ha continuato ugualmente ad accogliere tutti come se stesse benissimo e come se ciascuno fosse la persona più importante. La sua vita spirituale si è affinata, le sue erano “conversazioni con il Cielo” e il nutrirsi quotidianamente dell’Eucaristia lo ha sostenuto nei momenti più difficili. Sembrava vivere ormai stabilmente in quel Paradiso che aveva assaporato nel luglio ‘49. Anche nella vita di focolare era proteso verso questa meta.

Virgilio lascia un luminoso esempio di bambino evangelico, tutto donato e aperto all’Ut omnes, che ci incoraggia a testimoniare con perseveranza e radicalità la vita dell’Ideale.

Riconoscenti, preghiamo per lui e per la sua famiglia.
Emmaus

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