Vittorio Brugnara - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Vittorio Brugnara

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Vittorio Brugnara


Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore.

Data morte: 31 gennaio 2006

Ho conosciuto l'Ideale nel 1949. Lavoravo in campagna aiutando mio padre e i miei fratelli e quando potevo andavo in focolare a Trento in bicicletta a 16 kilometri dal mio paese. Dopo un po' si formò un gruppo di giovani e la domenica si frequentava il focolare , tanto è vero che il parroco suscitò un bel rumore e mi chiamò per dirmi che era meglio che andassi via dal paese piuttosto che montare la testa alle persone.
Intanto le cose andavano avanti e in me nacque il desiderio di avventurarmi nell'unità e Marco mi indirizzò a Roma a passare gli esami attraverso le famose "sette porte": consistevano nel fare un colloquio con ciascuna delle prime pope dei colori. E anche quando mi dissero che come dote per essere un focolarino dovevo  far conoscere l'Ideale a 500 persone più un vescovo, non mi allarmai… e già quando ero alla Stazione Termini in attesa del treno per tornare a Trento conobbi tre sacerdoti spagnoli che, prima di proseguire per Vienna, passarono in focolare a Trento e rimasero conquistati…
Nel 1958 Con Claudio Mina andammo ad aprire il Focolare a Pescara. E' stato un periodo meraviglioso perché è stata sempre al centro la Comunità…

(13.5.1958) Che stupendo! Gesù Abbandonato è qualche cosa di misterioso, Qualche Cosa di un cibo che mi ristora e che dà all'anima mia tutto quello che le manca. Certamente ci voleva l'amore pazzo di Gesù Abbandonato e di tutte le pope e i popi per poter arrivare ad amare così l'Eterno Padre…

(1.7.1959) Capisco sempre di più Maria nel suo "Ecce ancilla..." e alla sua disposizione d'anima cerco sempre più di orientare la mia vita di focolare momento per momento. Nel mio lavoro che prima facevo per amore, ora invece cerco di essere uno con Gesù e tante volte vedo proprio che in proporzione di quanto amo porto l'Ideale a tante famiglie.  L'unità con il capofocolare e l'unità nel focolare, cose tanto difficili all'inizio perché c'era tanto uomo vecchio, ora sono divenute cose normali costituite da una vita semplice e pura pienamente armoniosa con la volontà di Dio.

(31.1.1961) Sento che per me si apre una nuova pagina, una pagina sulla quale vorrei scrivere a note musicali: ho chiesto a Maria che corregga ciò che finora non è stato musica. Mi sembrava tanto bello che la mia vita si intonasse in modo tutto nuovo: in un Canto a Maria.


Dopo un breve periodo nel focolare di Trapani venni chiamato al Centro (nel 1961) presso don Foresi a Villa Maria Assunta e una sera ebbi un incidente, venni investito da una macchina…  Dopo tre giorni in coma i medici avvertirono Chiara che per me era finita, e Chiara: "Bisogna tentarle tutte", e mandò a cercare uno specialista per la trapanazione del cranio e questi arrivò quando già avevo i rantoli della morte…
Ho passato un periodo di circa un mese  in convalescenza  in cui venivo sempre accompagnato perché vedevo doppio… Durante una visita in chiesa dissi a Gesù: "Hai fatto novantanove, puoi anche fare cento!"… Il giorno di Natale  le figure che vedevo doppie si unirono per un attimo solo, però andando avanti si unirono definitivamente, e anche il buco alla testa si chiuse pian piano da sé.

(20.7.1962) Vorrei scriverti per dirti tutto il mio niente, i miei fallimenti, le mie miserie. E nello stesso tempo, come nel mio cuore regna solo una sola grande cosa: l'Ideale di Chiara, l'ut omnes, il desiderio dell'unione trasformante, l'unione mistica, tutto ciò che si può dire di bello per poter arrivare ad assomigliare un po' a Gesù. Spessissimo corro a lui, vorrei essere Lui, avere il Suo cuore, i suoi sentimenti per amare il prossimo che mi mette vicino nel modo che lo amerebbe Gesù se fosse al mio posto.
Poi qualche fallimento mi fa vedere di quale stoffa è il mio uomo vecchio, ma per grazia di Dio sento sempre una spinta a riprendermi con fermezza, a gioire particolarmente di quei fallimenti e rimettere nel mio cuore solo l'Amore, la carità perché so che le valigie devono essere sempre pronte con dentro le carte bianchissime. Non riesco ad andare avanti minimamente se non mi sento unitissimo a Gesù perché ho già avuto una prova che la morte viene come il ladro di cui parla il Vangelo.

(11.12.1964) Dopo questi brevi contatti con Gesù in mezzo in focolare, va benissimo, perché è stato per me come avvicinarmi ad una lente di ingrandimento, in cui ho visto la mia posizione d'anima e di conseguenza, rinnovarmi dalle fondamenta, spostando quanto vi poteva essere di ostacolo in me, per vivere solamente l'Ideale puro e per poter portare a termine il grande edificio della santità, che a quanto pare è arduo e difficile in certi momenti e in certi altri facile e piano e dolce.
Se ho portato in focolare una nota stonata  chiedo scusa, perché capisco benissimo che un focolarino deve fare, dire, solo se è espressione di un vero atto d'amore per i fratelli, e non surrogati, e meno che meno sfoghi o rimasugli di uomo vecchio.


Intanto serpeggiava la voce che forse sarei andato in Africa. Ed un giorno stavo ad Ala di Stura lavando la macchina quando arrivò Chiara,  che mi disse: "Ma tu, Vittorio, non essere attaccato a fare l'autista di don Foresi o a voler andare in Africa, ma ad amare solo Gesù Abbandonato, ma se dovessi andare in Africa va solo ad imparare…" E a fine d'anno del 1966 partii per l'Africa… Anche la casa in cui abitammo per un bel periodo ci sembrava sacra con il suo tetto di paglia, con il pavimento di terra battuta, senza acqua e senza luce, assomigliava alla capanna dove Maria e Giuseppe fecero compagnia a Gesù bambino…

Ricordo quando arrivai in terra africana e chiesi a Nicasio Triolo da quando tempo era qui e mi rispose "due anni", mi sembrò una eternità ma poi i miei trent'anni passarono come il vento…


(12.11.1967) Cerco di andare avanti idealmente anche qui vicino all'equatore. Il clima, le difficoltà, mi sembra che non mi fermino idealmente, anzi che l'essenziale, cioè l'amore a Gesù Abbandonato, venga a prendere sempre più posto al centro dell'anima mia. E che una carità più radicata parta dal centro del mio cuore verso tutti e tutto.
Non ti nascondo delle cadute fuori della carità a contatto specialmente con gli operai, però dopo faccio in modo di aggiustare tutto…

(1.7.1987 a Chiara) Mi sono messo con tutto il mio cuore a pregare meglio, cioè a tener viva l'unità dentro di me con Gesù, ed ho visto già l'unità in focolare migliorare e nel consenserint abbiamo aggiunto un'intenzione: di avere più unità tra noi in focolare, per poter avere una presenza più viva di Gesù in Mezzo.

(28.5.1990 a Chiara) Quello che sento di rinnovare come figlio indegno tuo è di vivere continuamente il nome nuovo "Ris" che tu mi hai dato con più intensità, affinché il Risorto sia sempre più splendente in mezzo a noi e che il dono della mia vita agli altri possa sempre essere motivo di "letizia" col saper perdere per poter saper dare con maggiore profondità l'Ideale puro.

(10.9.1999 a Chiara)
L'altro giorno Fons mi ha comunicato di dare le consegne riguardanti la zona del Madagascar. Ho accolto questa volontà di Dio come la cosa più preziosa che l'Opera desidera, facendo un dono di quanto potevo a Maria.


All'inizio del 2000, per motivi di salute, arriva a Villa Emilio, nei Castelli Romani.


(5.2.2000) Devo dire che ogni distacco mi è costato, però mi ha fatto bene, perché quello che conta è Dio ed ogni atto d'amore che è stato fatto da parte mia l'ho visto nella Desolata; la Desolata è sempre un passo che prima o poi ti viene chiesto di fare.
Quanto ho lasciato, ad ogni richiamo dell'immaginazione: unità, clima, apostolato, lavoro, frutti, è il rinnovo nel momento presente del mio amore per Gesù Abbandonato e per Maria Desolata.

(14.2.2002 a Chiara) Dopo la letterina mi sento bene perché la tua unità mi dà sicurezza a vivere l'attimo presente "a curarmi bene, a convivere assieme a Maria nel cielo delle tre divine Persone". Penso che come programma da vivere sia favoloso e ti ringrazio vivamente perché mi sembra di essere già guarito.

(15.11.2002) Nella mia vita di focolarino sono stato stra-amato dal Ramo e dall'Opera, perché per tutto il mio negativo si è sempre guardato al di là usando solo misericordia nei miei confronti. E questo mi dà sempre nuova forza e coraggio a vivere sempre meglio l'Ideale.

(7.11.2003) La mia anima sta prendendo forma ancora, mi sembra che se non avessi avuto delle grazie speciali dall'unità, da Gesù in mezzo, mi sarei trovato in difficoltà a passare le varie croci, per la salute, per il vuoto createsi nell'anima per la perdita della zona… che se non ci fosse stato in me costantemente quel "Sei Tu l'Unico mio bene.." sarei rimasto zoppicante per tutta la mia vita…

(10.12.2003) Quello che posso sottolineare a contatto con il nuovo focolare e Casa Vita è stato un senso profondo di vita nuova, Ritornavo dal Madagascar con le ossa rotte, una vena alla gamba che si era rotta e che mi obbligava a stare a letto e poi le gambe si stavano paralizzando. E devo aggiungere che perdevo la zona. Mi sembrava che in me rimanessero solo i fallimenti…, e la realtà "dei tempi di guerra e tutto crollava" diventava una verità che mi penetrava profondamente nel più intimo del cuore con una tale desolazione che pensare di costruire dentro qualcosa mi sembrava pazzesco…
E un giorno Francesco mi offerse la possibilità di dare una mano al telefono di Casa Vita; e certamente dopo anni di autista di caterpillar e camion, è stato un atto di fede poter fare qualcosa in un campo così nuovo per me…

(30.12.2003 a Chiara) Le sensazioni che ho avuto sono state tantissime, mai mi è successo una cosa simile: Dio ha preso possesso nel mio cuore con una certa potenza.

(15.8.2004) Ora inizia per me un nuovo periodo di resurrezione fisica e mi auguro che Maria sia la mia guida.

Vittorio riceve una lettera da Eli del 2.12.2005:
"Chiara ti ricorda nelle sue preghiere per il nuovo intervento all'anca che dovrai affrontare dopo Natale. Chiara ti ringrazia, Vittorio, della tua preziosa offerta e del tuo nuovo canto d'amore a Gesù Abbandonato".


(13.1.2006 a Chiara) La mia operazione sarà fatta il 14 febbraio (…) Volevo solo dire che SONO PRONTO A TUTTO.


Il primo giorno di febbraio è colto da  un attacco cardiaco subito dopo aver partecipato alla S.Messa e aver ricevuto l'Eucaristia.

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