Vittorio De Filippo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Vittorio De Filippo

Scritti > Scritti O - Z

Vittorio De Filippo


Quello che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio.


20 novembre 1997


Ha conosciuto l'Ideale nel 1967 ed ha ricevuto da Chiara il  nome nuovo di "Passio"" (Passione per la Chiesa).
Dopo il periodo di Loppiano, dal 1973 all'88, è stato in vari focolari in Italia. Non sono mancati in questo periodo momenti di difficoltà e di prova:


(3.9.1987) Ora, mentre scrivo, mi sobbalza in cuore la felicità, perché vorrei parteciparti in qualche modo di questa intimità con Gesù abbandonato e di quanto Maria sia presente nell'anima e sia all'opera. Ci sono stati periodi più o meno lunghi di bui e di abbandoni fortissimi: L'unità mi pareva preclusa, l'Opera Paradiso perduto, una sensazione di inferno, al limite. Dio mi amava come non mai, e quando non riuscivo a riconoscerlo, ora arrivava la spinta che Chiara ci dà col pensiero dei CH, ora un'altra grazia veniva dal fondo dell'anima, dove Maria si faceva dolcemente ma chiaramente presente. Questo mi ha portato a credere che Dio mi amava e che dovevo andare avanti. Intanto cercavo di mettere in unità ogni cosa ed un rapporto nuovo ho trovato con Gesù Eucaristia…
Maria mi è rimasta accanto e ha piano piano preso dimora dentro di me; … Sono stato come catapultato nel Paradiso di lei; la mia vita concreta ha assunto una nuova dimensione, come che mi fosse stato rifatto il cuore, che ora percepisce e palpita con quello suo di Desolata. Mi sento partecipe della vita tutta di Dio nell'Opera e nella Chiesa.
Sento di avere uno sguardo più puro e di amore verso il mio prossimo ed un'ansia soprannaturale di laboriosità a servire l'Opera ne mio piccolo e con tutti, con il mio lavoro, con il mio sacrificio, la preghiera, con l'amore… Sento che è Maria che mi spinge a dire e a fare così. In Chiara anch'io ho una sola Madre sulla terra, la Desolata. Lei è il Paradiso, questo mi basta.

Va poi in focolare in Colombia nel 1988 fino al 1992. In seguito a Quito in Ecuador fino al gennaio 1996.

(gennaio 1995)   Pur nella normalità e nella semplicità del rapporto coi focolarini, spesso sono attirato a considerare e a "trattenermi" con Maria; ho una fame di Dio…, e così ho cercato di raccogliermi dentro, di stare con Lei… Mi sono sentito felice, sereno, aperto sugli altri, radicato allo Sposo, fonte di tanta vita! Così ho fatto: ho cercato l'unità con Dio e con i popi, perché regni in mezzo a noi Gesù.
Sempre vuoto, nella disposizione di vivere il "nulla": avverto che il mio unico desiderio, l'unico scopo della mia vita è essere uno con G.A., preferendolo, cercandolo, abbracciandolo sempre, subito e con gioia…

Rientra in Italia all'inizio del 1996.

(25.12.1996) Ho nell'anima un amore nuovo a Gesù Abbandonato e una insistente esigenza di voler essere nel quotidiano e sempre tutto di Gesù, tutto di Chiara. E' una spinta nuova a far di tutto perché Gesù in mezzo viva tra noi e nell'Opera, anche attraverso il mio esempio e testimonianza dell'unità, e in tanti si innesti l'Ideale. E questo lo può fare solo lo Spirito Santo, la fiamma-viva in me del suo amore, di Dio Amore in noi.

(19.7.1997) Sto approfittando al massimo di questo periodo di riposo e i benefici sono davvero tanti: bicicletta, nuoto, passeggiate, letture sani svaghi culturali; cordialità coi vicini di casa, comunione coi popi, meditazione a volte insieme, e soprattutto una messa a punto formidabile del rapporto con Dio (pratiche di pietà) e con Gesù nel fratello, nel fare il vuoto, nel vivere il "nulla" d'amore.
Nel far questo ci ho trovato sempre la Gloria di Dio e la mia personale gioia e felicità. Ma sin dall'inizio lo Spirito Santo mi spronava ad essere prima di tutto, nel periodo delle vacanze, il CH vivo e tutto il resto sarebbe venuto in sovrappiù: E così è stato: avevo centrato la motivazione principale; e così nel tenere Gesù in mezzo con Chiara, vivendo nell'anima, tutto è stato ed è facile, bello, possibile, è paradiso, nel cuore dello Sposo, con il quale la convivenza è sempre più affascinante e desiderata.
Ora, vedendo la mia vita, prevale per bontà e misericordia di Dio l'essere proiettato e coinvolto totalmente nello sforzo gioioso e costante, nella tensione alla santità, nel Santo Viaggio; e lo dico con umiltà e cosciente dell'amore di Dio e dell'Opera, che sempre mi ha fatto partecipe, mi ha inzuppato dell'amore di Chiara per farmi santo con gli altri: è l'esigenza in me, unica e predominante, essere uno con Chiara e viverla nell'Opera.
C'è in me, perché mi nasce da Chiara, quell'amore appassionato a Lui Abbandonato, soprattutto dell'unità: è come se tutto dipendesse da me, ma è tutto merito di Chiara, dono della Madonna.

(19.10.1997) Io avverto che l'anima sta in Dio e mi alimento costantemente del Collegamento. Specialmente l'attuale continua ad essere una grossa grazia, manifestando con vigore e chiarezza divina: Maria, a cui ho da guardare e da imitare, modello dei popi e dell'Opera. E io sento, in tutta umiltà e coscienza del mio niente, che in qualche modo la mia anima va modellandosi alla sua vita divina, vive di Gesù in mezzo. Deve essere così e deve crescere; perché è Lui che mi ha portato qua, nell'Opera, è Lui che mi prepara al Paradiso. E' bellissimo! Maria, attraverso di  Chiara, si è preso cura di una maniera specialissima di me, di noi popi, mettendo in atto nelle nostre anime e nel nostro convivere, questa "rivoluzione" e "strategia" del "rinnovamento".
Di fatto, noto e sperimento un'armonia di vita e di rapporti bellissimi, come non avevo sperimentato prima. Cosciente che tanti particolari vanno aggiustati, risolti, è anche vero che questa unità nuova con Chiara e tra noi ha spinto il ramo e tutta l'Opera a un processo di crescita in Dio.
In me c'è l'impegno di vivere, ricominciando sempre, il comandamento di Gesù, cercando che le cose che faccio, che penso, abbiano il timbro, l'impronta della carità e della carità reciproca….

L'incidente che gli è costata la vita, il 20.11.97, lo ha colto in un ultimo finale atto d'amore.


Torna ai contenuti