Zaccheo Hwang - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Zaccheo Hwang



"Seguimi" (Mt 9,9)




15 ottobre 2020
Casa Vita, 19 ottobre 2020
Carissime e carissimi,

la Parola di Vita del nostro Zaccheo Hwang partito per il Cielo il 15 ottobre -  "... Gesù... gli disse: 'Seguimi'. Ed egli si alzò e lo seguì." (Mt 9,9) – sintetizza la sua vita: un sì ripetuto negli anni. Sì alla vita, nascendo il 22 gennaio 1972; sì all’Ideale dell’unità incontrato quando aveva 18 anni: sì alla fede, col battesimo ricevuto subito dopo; sì alla chiamata ad essere focolarino; sì ad una partenza improvvisa a soli 48 anni. Un sì a cui dobbiamo e vogliamo unirci anche tutti noi che, come ha scritto Emmaus, “…siamo senza parole davanti al mistero dell'amore di Dio e dei suoi disegni, e rinnoviamo la fede che Egli, divino mietitore, raccoglie i frutti più maturi e più belli dal ramo dei popi, porzione privilegiata della Sua vigna”.

Nel 1990, appena conosciuto l’Ideale, Zaccheo scriveva a Chiara: “All’inizio, senza sapere niente della Chiesa e dell’Ideale, partecipavo agli incontri dei Gen. Mi piaceva il clima che trovavo (…) non avevo il coraggio di essere cristiano, ma poi cercando di vivere come Gen ho deciso di battezzarmi”. “Sono felice – gli risponde Chiara – della bella notizia che mi dai. La grazia che hai ricevuto col battesimo ti aiuterà ad essere un Gen autentico come è il tuo desiderio”.

Nel 1996, mentre si trovava a Loppiano per la Scuola Gen, partecipando ad un incontro sulla vocazione sente di essere chiamato al focolare e sperimenta come “L’amore a GA mi ha fatto superare tutti i momenti difficili”. Tra le difficoltà – scrive a Chiara nel 1999 – anche il fatto che i genitori non erano cristiani e non conoscevano l’Ideale. L’anno seguente le riscrive per raccontare come, prima di partire, avesse invitato i suoi genitori in focolare: “Erano molto contenti di aver conosciuto i popi e addirittura nel novembre scorso sono venuti a Loppiano per 10 giorni: è stato veramente bellissimo (…) e prima di tornare in Corea i miei genitori hanno detto di aver trovato veramente cento figli nel focolare. Dopo è arrivata la grazia di Dio e due settimane fa hanno ricevuto il battesimo. (…) Ho sentito proprio quanto Dio mi ama ed io lo seguirò tutta la mia vita”.

A Loppiano Zaccheo vive forti esperienze di vita di comunità con altri giovani di culture differenti. “Saper amare – scrive al suo responsabile – saper dare valore, saper trascendersi, saper divertirsi: mi sembra che queste parole siano la sintesi della nostra vita di focolare. (…) Tenendo Gesù in mezzo in focolare sento tanta gioia e mi diverto tantissimo a buttarmi nel gioco”. E ancora: “Quanto è importate vivere insieme: per tutti noi sempre arrivano prove piccole o grandi, ma ce la facciamo perché ci aiutiamo con Gesù in mezzo”.

Dal 2002 Zaccheo è in focolare in Cina, fino al 2015 quando rientra in Corea e prende la responsabilità del focolare e della zonetta di Seoul. Dicono di lui alcuni dei tanti che lo hanno conosciuto: “ho costatato in questi anni il suo cammino nel Santo Viaggio, così fedele senza volgersi mai indietro”; “è stato per me una persona del tutto speciale nel senso che, pur essendo splendido, non ha mai abbagliato nessun occhio, e pur essendo intelligente, non ha mai alzato le voce”; “un popo sempre allegro che sa creare l'atmosfera famigliare con chiunque”; “la sua immediatezza nell’aprirsi alla Volontà di Dio, il saper stare in silenzio o parlare al momento opportuno”…

Immaginando il Cielo in festa, siamo certi che il Padre, raccogliendo tale frutto, pensa già ad utilizzare i semi per una nuova semina e chiediamo che Zaccheo ci dia la forza di andare avanti, di non mollare mai, e la certezza di un’alba nuova di risurrezione.
Flavio
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