Ciccio Liistro - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Francesco Ciccio Liistro




15 marzo 2021
Rocca di Papa, 2 aprile 2021
Carissime e carissimi,

la sera del 15 marzo è partito per il Cielo Francesco Liistro (conosciuto come Ciccio), del focolare di Sant’Agata Li Battiati (Catania).

Ciccio nasce a Solarino Siracusa il 30 maggio 1934, ultimo di una famiglia numerosa. Inizia a lavorare come falegname e per il suo bel carattere e la sua generosità viene presto apprezzato.

Nel 1956 sente parlare alcuni giovani come lui interessati al Vangelo, e rimane colpito dal fatto che si impegnano a viverlo. Comincia a frequentare delle riunioni dove alcune delle prime compagne di Chiara, venendo dalla lontana Trento, avevano iniziato una comunità a Siracusa e coinvolgevano con la loro testimonianza centinaia di giovani. Una frase di santa Caterina lo colpisce: “Non accontentatevi delle cose piccole. Egli, Dio, le vuole grandi”.

Intanto la sua attività come falegname cresce e decide di mettersi in proprio acquistando anche nuove attrezzature.

Si fa strada in lui, contemporaneamente, l’idea di donare la vita a Dio entrando in focolare e nel 1964 partecipa alla scuola di formazione per focolarini che per la prima volta si tiene a Loppiano.

Qualche anno dopo descriverà a Chiara in una lettera cosa l’incontro con questo Ideale aveva portato nella sua vita: “…Non so proprio come posso dirti tutto il mio riconoscimento per questo dono immenso che è l’Ideale. Per me è stato la vita. Rimasto senza genitori all’età di dieci anni ho dovuto trovarmi un lavoro per vivere io e mia sorella… Essendo solo sono diventato uno sbandato e non sentivo nessun affetto da parte di nessuno. Solo all’età di vent’anni ho ritrovato nel focolare la famiglia, quell’affetto materno e fraterno. Gesù e Maria… Dio mi amava e il passato diventava positivo: tutto amore di Dio…”

Al termine della scuola, con generosità accoglie la proposta di andare in Camerun, a Fontem, dove con l’impegno di tutti nel mondo si stava costruendo una Mariapoli permanente. Ciccio porta con sé tutta la sua attrezzatura. Tanti gli edifici costruiti negli anni, dall’ospedale alla scuola, alla parrocchia… e tanto il lavoro per un bravo falegname.

Sono per Ciccio anni di donazioni e di scoperte, come scrive a Chiara nel 1968: “… Ho capito in modo più forte di… essere fedele a Gesù Abbandonato: É difficile convincermi che ho sposato Lui entrando in focolare… Per questo vorrei chiedere assieme a te di farmi santo come tu desideri per ognuno di noi…”.

Tornato in Italia fa parte del focolare di Ancona e poi per decenni del focolare di Catania. Per molti anni si è dedicato all’assistenza alla sorella anziana e inferma rimanendo a Solarino per parecchi giorni e poi rientrando in focolare.

Tanti lo ricordano per la sua apertura, l’ascolto che dava, le sue testimonianze preziose, ricche di esperienza umana e di sapienza. In focolare la sua presenza è stata fino alla fine quella di “un angelo vicino, in ascolto, in aiuto con i fatti, in continua condivisione”
Flavio
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