Ivanaldo de Araujo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Ivanaldo de Araujo





"Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni" (Is 43,1)






13 maggio 2021
Rocca di Papa, 3 giugno 2021
Carissime e carissimi,  

continuano ad arrivare messaggi e testimonianze sul nostro Ivanaldo Ferreira de Araújo, focolarino brasiliano di 65 anni, in focolare a Curitiba, partito per il cielo il 13 maggio, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale per il Covid… e la parola più ricorrente è “santità”.

 
Ivanaldo nasce nell’interno del Rio Grande do Norte (Brasile), il 20 giugno 1955, in una famiglia con due sorelle. Conosce il Movimento dei Focolari nel 1977 e la sua adesione all'Ideale è immediata e connotata, fin da subito, dalla preferenza per gli esclusi.

 
Nel maggio 1983, mentre è alla prescuola nella Mariapoli Ginetta, si fa conoscere a Chiara, scrivendole: “…Ho iniziato a frequentare i gen. Quando nel 1978 ci fu il lancio di ‘Morire por la propria gente’ ho fatto con i gen una bellissima esperienza di dare la vita per i carcerati della mia città. Nel 1980, ho scoperto che Dio mi ha chiamato a donarmi completamente a Lui come focolarino”.

 
Nel 1984 parte per la Scuola dei focolarini di Loppiano, iniziando un rapporto speciale con Chiara, rapporto che cerca di coltivare fino alla sua morte attraverso numerose lettere per tenerla sempre al corrente dei momenti forti o decisivi che affronta. Rispondendo ad una lettera Chiara gli dona una frase della Scrittura da vivere - “Ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni” (Is.43,1) - e un nome nuovo - Ivo (= Ideale vivo).

 
Terminata la scuola di formazione parte per Nairobi, dove in poco tempo, anche se non parla inglese, conquista molti con la sua semplicità di bambino evangelico.

 
Tanti anni di focolare li vive poi a Recife, anche accompagnando i gen3 con una formazione completa che li sosteneva nel donare le loro migliori energie nel servizio degli ultimi e degli esclusi, come testimoniato da tanti di loro che in un incontro virtuale nel 2020 con Ivanaldo, hanno voluto ringraziarlo e raccontargli l'importanza di vivere con lui in un momento cruciale della loro vita.

 
Lasciamo ancora spazio a qualche stralcio dalle sue lettere a Chiara: “Ora più che mai mi sento vicino a te perché sento che cresce il mio rapporto con Maria e diventa più matura la mia scelta di Gesù Abbandonato” (1985); “Alle volte rimango sbalordito nel costatare la grandezza dell’amore di Dio per me… Naturalmente la chiave di tutto nella mia vita è Gesù Abbandonato. Senza di Lui non riuscirei a fare niente” (1996); “Ho ancora nel cuore il tuo sguardo d’amore quando ci hai ricevuto nel tuo – nostro focolare… Ora sono qui in zona inviato da te, Chiara, per portare avanti con Gesù in mezzo tutta l’Opera”. (2007)

 
Nel 2015 si trasferisce al focolare di Curitiba ed inizia a frequentare un corso di teologia, vivendo coi compagni un'intensa irradiazione dell'Ideale, conquistando cristiani di varie chiese. Gli ultimi anni si caratterizzano anche per delle prove fisiche e spirituali, che però non attenuano la sua predilezione per i più esclusi, ai quali si dedica con forza.
 
Anche durante l’isolamento a causa del Covid e il ricovero in ospedale, riesce a mantenere un intenso rapporto, tramite WhatsApp, con gran parte delle persone che coltivava.

 
Vero “apostolo dell'Ideale” , “testimone di umanità e fede”, ha saputo fino alla fine essere per chiunque avvicinava “presenza, purezza, gioia, audacia, semplicità, servizio, coraggio, compagno amico, padre e madre, tutto in una persona che ha avuto il coraggio di osare nella vita del Vangelo”.
Flavio
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